![]() |
| (foto di Danilo Chiariglione) |
Il contest, condotto da Jacopo Mariani speaker di Radio Cisterna, ha visto esibirsi piccoli gruppi nati da poco, cui è stata concessa la possibilità di esibirsi in pubblico. I gruppi sono stati perciò giudicati dalla giuria, composta da Maurizio Capone e Simone Tagliaferro (in rappresentanza del Portale Musicale), Vittoria Baccari, Maria Francesca Bartolomucci e Tommaso Marrone.
Una scelta non facile, come hanno commentato dopo la serata, i giurati. Le sei band tutte dai nomi inglesi, l'italiano evidentemente è poco rock (The Skinny Elephant Project, The Trooper of Apollo, Baltimore, Listen and be quiet, French Fries e Free Heads) si sono esibite mostrando, più o meno tutte, un'eccellente qualità. Alla fine la scelta della giuria è andata meritatamente sui "Listen and be quiet", che avevano appassionato anche il pubblico per la straordinaria capacità di stare sul palco. Una band che ha, all'attivo numerose esibizioni nei posti più svariati d'Italia ma nella loro Cisterna non trovava, incredibile ma vero, spazio.
![]() |
| I "Listen and be quiet" esultano dopo la vittoria (foto di Danilo Chiariglione) |
Non se l'aspettava, nemmeno lui, un successo simile. Un successo per la qualità dell'offerta musicale, per la quantità di gente presente, difficile da contare visti i tanti che hanno ascoltato la serata fuori dal Palazzo perché dentro la folla era troppa.
Non c'erano politici e non c'erano giornalisti e nessuno ha sentito la loro mancanza. Impegnati a guardarsi l'ombelico, ad attorcigliarsi intorno a ragionamenti senza logica, a giustificare l'ingiustificabile, non se ne saranno neanche accorti del Rock Polis. Lo avranno liquidato l'evento come una Corrida locale, un X Factor de noatri, una Mariadefilippi dei butteri, una roba per genitori ingrifati dai prodigi del figliolo strimpellista con il loro codazzo di parenti ultras. Hanno negato a Rock Polis il privilegio della piazza "tanto non verrà nessuno", forse incosciamente qualcuno sperava anche nel suo fallimento. Se certe cose restano di nicchia, se l'impegno e il sudore portano solo alla sconfitta, chi troverà ancora la voglia di cambiare e di impegnarsi? Di rompere le scatole per pretendere spazio e diritti?
Ma d'altronde è sempre stato così. I potenti non c'erano a Woodstock. E il giorno della Bastiglia, il Re di Francia annotò sul suo diario: "Oggi non è successo niente". Se ne accorsero dopo, quando era tardi, di quello che stava succedendo.
![]() |
| (foto di Danilo Chiarglione) |
Ma da ieri sera non sono più ammesse giustificazioni. Come quelli che si arrampicavano sul pozzo, abbiamo una città da riprenderci, senza chiedere il permesso a nessuno. La rivoluzione, signori, è appena iniziata.




